Tutto quello che devi sapere sulla musica in Brianza

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Blackeyes2 : intervista e recensione dell’Ep “Shadows”

I Blackeyes2 sono un duo, Alessandro e Nora, che merita di essere ascoltato con attenzione e supportato se non altro per la scelta degli strumenti che hanno deciso di usare. Una minimale sezione ritmica con basso e batteria che genera suoni ruvidi, grezzi, a tratti aggressivi e robusti ma soprattutto capaci di non far sentire la mancanza di una chitarra o di qualche altro strumento tradizionale.

“Slick lies”, la traccia di cui trovate anche un video su Youtube, è densa di sonorità distorte  mentre le successive “What If” e “Make Me Feel” si  sviluppano su binari più melodici senza trascurare la linea rock di base.  “Shadows” è un ottimo aperitivo per un gruppo debuttante. Non vediamo l’ora di ascoltare un album completo e di cui siamo certi non deluderà gli appassionati del genere.

Nei giorni scorsi abbiamo rivolto qualche domanda ai Blackeyes2 e quella che vi proponiamo qui di seguito è l’intervista che ne è uscita.

  • Com’è nata l’idea di formare un duo costituito dalla sola sezione ritmica (cioè basso e batteria) di una normale rock band?

“L’idea di creare un duo basso-batteria senza basi in cui cantiamo entrambi ci è venuta in un periodo in cui non stavamo suonando con altre band, ma avevamo una grande voglia di live e di qualcosa di nuovo. Cercare di mantenere delle buone ritmiche ma concentrarci anche sulle melodie ci è sembrata una bella sfida contro noi stessi.. Quindi sfida accettata”

  • L’Ep “Shadows” pubblicato su Spotify, ITunes, Youtube suona come una miscela di grunge e hard rock fine anni ’70. Quali sono i gruppi che vi hanno avvicinato al rock e quelli che vi hanno ispirato nella realizzazione di questi brani?

“Innanzitutto grazie per il complimento! La musica grunge e hard-rock di quegli anni ci è sempre piaciuta molto e ne ascoltiamo davvero tanta, dai grandi gruppi classici e quelli più particolari o meno conosciuti.”
Nora: “io mi sono avvicinata a quelle sonorità grazie a mio padre, da sempre grande appassionato, e sono rimasta davvero colpita la prima volta che mi ha fatto ascoltare i Led Zeppelin, per esempio”
Ale: “Di riferimenti musicali di band in due che ci hanno ispirato per “Shadows” ci vengono in mente: Royal Blood, BudSpencerBluesExplosion, IO e la TIGRE, Death from Above 1979, Blood Red Shoes, Twenty One Pilots e tanti altri…”

  • Qual è stata la vostra esperienza in fase di incisione e produzione dei brani? Quanto è facile o difficile realizzare un ep in Brianza?

“Produrre e registrare un ep è sicuramente un’esperienza estremamente formativa, stancante e davvero divertente! Noi ci siamo trovati molto bene all’EDAC studio, con Davide Lasala ed Andrea Fognini che lavorano in questo ambiete da anni, quindi con la loro esperienza è stato tutto più chiaro e lineare. Il loro obbiettivo è quello di registrare al meglio le idee della band e questa loro inclinazione ci è piaciuta subito, non hanno “sconvolto” il nostro progetto iniziale, anzi!

In Brianza come altrove non è particolarmente difficile realizzare un ep, ma come per ogni cosa, la qualità e la buona riuscita non dipendono solo dalla passione, ma anche dalla professionalità e dall’investimento che si fa.”

  • Il vostro debutto avviene con tre brani cantati in lingua inglese. C’è una particolare motivazione dietro la scelta di non usare la lingua italiana?

“Abbiamo pensato che con il genere musicale e con le sonorità che proponiamo, la lingua inglese potesse funzionare meglio. Speriamo anche di poter uscire dall’Italia prima o poi con la nostra musica. La maggior parte dei nostri ascolti sono internazionali, quindi probabilmente anche per questo ci viene più naturale scrivere in inglese.”

  • Com’è un vostro live set? Suonate altri brani vostri oltre a quelli pubblicati nell’ep o inserite qualche cover?

“Dal vivo siamo sempre solo in due, basso e batteria, due voci e niente basi. Tendiamo a parlare poco tra un brano e l’altro perchè preferiamo un impatto più “diretto” con le canzoni. Speriamo che il nostro suono sia riconoscibile, quindi aspettatevi tante distorsioni, anche abbastanza “inusuali” o un po’ particolari. Insieme ai tre brani dell’ep suoniamo anche due cover e altri nostri nuovi pezzi.”

  • In Italia (ed anche in Brianza) c’è, almeno all’apparenza, una nutrita serie di locali che offre musica dal vivo e sembrerebbe essere abbastanza semplice trovare l’opportunità di fare concerti. Qual è la vostra esperienza in merito?

“E’ vero, ci sono molti locali che si occupano di musica dal vivo. Purtroppo però la verità è che trovare delle date è molto impegnativo. Il genere musicale che abbiamo scelto non è il più richiesto al momento, quindi è molto difficile entrare nel giro delle conoscenze che organizzano e che suonano sempre. In più, ci sono tanti locali ma ci sono anche tante band, spesso con più anni di esperienza di noi.”

  • Progetti per l’immediato futuro?

“Suonare il più possibile! Cerchiamo date anche al di fuori della nostra zona e nel frattempo continuiamo a scrivere nuove canzoni”

  • Una domanda che facciamo a tutti: ci indicate due o tre dischi che avete ascoltato recentemente e che vi sono piaciuti in modo particolare?

“Young and dangerous – The Struts, Trench – Twenty One Pilots e Playlist – Salmo. Anche live sono una bomba!”

Grazie  ad Alessandro e Nora per la collaborazione. Non perdete di vista il calendario eventi di Musica in Brianza. Appena ci sarà un loro concerto non mancheremo di segnalarlo.

Carlo Pulici